Non pensavo esistessero ancora le carrozze a compartimenti.
Non ne vedevo una da parecchio tempo. Forse più di dieci anni…
Il mio compartimento è vuoto, lo sono quasi tutti.
Sporadicamente si incontra un uomo o una donna, che viaggiano soli, in un compartimento vuoto, come me.
E’ strano come ci piaccia definirci “animali sociali” ma ognuno di noi preferisca viaggiare in solitudine.
Accompagnato solo dal rumore delle rotaie, che attraverso i finestrini, giunge ovattato.
E’ come essere in un guscio.
Come fossimo in un uovo.
E da dentro il nostro guscio, il nostro uovo, osserviamo lo scorrere dei passeggeri nel corridoio. Come noi, anche loro hanno indugiato giungendo ad un compartimento occupato.
Ci si è guardati negli occhi, fisso. Quasi a volersi sfidare.
“E’ il mio guscio questo!” esclamiamo noi con lo sguardo, che cela ansia e fastidio, attraverso il vetro.
E così il passeggero passa oltre,cerca un altro compartimento. Un altro uovo in cui rifugiare la sua solitudine e da cui affronterà con lo sguardo gli altri passeggeri in cerca di posto sul treno. Attraverso i suoi occhi urlerà muto di cercarsi un altro guscio, un altro uovo, perché si sa, siamo “animali sociali” che hanno bisogno di annegare da soli nei propri pensieri.
Rome to Caserta 25/01/12
Ania.